Il “Locus of Control” nella SM

Il Locus of Control nella SM
Fare affidamento sulle proprie risorse o sugli altri?

In una malattia cronica come la SM, un locus of control interno piuttosto che uno esterno può influire sul modo in cui la persona affronta la sintomatologia.

Il Locus of Control

Nel 1954 Rotter teorizzò il concetto di Locus of Control. In psicologia per Locus of Control (LOC) si intende una tendenza stabile del soggetto all’attribuzione causale interna (LOC-I) o esterna (LOC-E). Dunque, prevede che le persone attribuiscano le conseguenze delle loro azioni a variabili che possono essere o meno sotto il loro controllo. Ad esempio, alcuni studenti potrebbero pensare dopo un esame andato male che il loro insuccesso è stato a causa del cattivo umore del docente quella mattina (soggetti in cui prevale un LOC-E). In alternativa alcuni studenti potrebbero attribuire il brutto voto ad una preparazione insufficiente oppure ad un periodo stressante che ha pregiudicato la preparazione (LOC-I). Chiaramente il costrutto si può applicare anche in situazioni in cui si verifica un successo. In questo caso, il soggetto con locus of control esterno tenderà a pensare che è stato merito della fortuna o di altri; chi possiede un locus of control interno attribuirà, al contrario, il successo unicamente al proprio merito.

Come si può dedurre dai due scenari precedenti, non c’è una netta distinzione tra “giusto” e “sbagliato”. Entrambi i modelli attributivi possono essere adattivi, ma diventano disadattavi se sono una modalità rigida con cui si affronta la quotidianità. Un soggetto che adopera prevalentemente un LOC-I (locus of control interno) si attribuirà tutti i meriti di ogni successo, ma anche tutte le colpe possibili in caso di insuccesso; viceversa un soggetto con LOC-E potrebbe essere portato ad associare un proprio successo personale alla fortuna ed un insuccesso al demerito di altri e non al proprio. Il concetto di “impotenza appresa” (Seligman, 1975) ad esempio si fonda soprattutto sul concetto di Locus of Control. Secondo questo costrutto un soggetto convinto di non possedere alcun potere su eventuali scenari negativi può sviluppare depressione o altre psicopatologie.

Il Locus of Control nella SM

Nell’ottica di una malattia cronica come la SM, la sintomatologia e gli eventuali effetti collaterali dovuti alla terapia sono affrontati in maniera diversa da chi possiede un LOC-I piuttosto che da chi possiede un LOC-E. Alcune persone potrebbero manifestare un’apprensività eccessiva; altre potrebbero “lasciarsi andare” senza attivare le risorse per far fronte a problemi che invece sono sotto il loro controllo, attribuendo tutto fatalmente alla malattia.

In entrambi i casi è utile ricorrere al sostegno psicologico per lavorare assieme al paziente sulle attribuzioni causali errate e su una loro adeguata modificazione. Poniamo il caso dell’astenia (ossia una stanchezza psicofisica cronica). Questa può essere sia un effetto collaterale di alcune terapie disponibili per la SM sia un sintomo della malattia stessa. Una persona dunque può chiedersi il motivo per cui si senta continuamente stanca. Il soggetto con SM che adopera prevalentemente un Locus of Control interno sarà portato ad auto-monitorarsi costantemente, accumulando così ulteriore stress e si sentirà paradossalmente più stanco a causa della costante tensione muscolare che si aggiunge ad una sensazione di stanchezza lieve, ma più gravosa. Nel caso di una persona che adopera un LOC-E, la presenza di astenia potrebbe invece essere accettata con eccessiva passività,senza attivare le proprie risorse personali, ricercando soluzioni ad una situazione.

Gli ultimi sono alcuni esempi di situazioni in cui è possibile imbattersi quando si affrontano condizioni come la SM che richiedono l’adozione di strategie adattive. 

Queste sono utili per contrastare la malattia e, se non messe in atto, possono aggiungere ulteriore sofferenza al paziente.

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