Invidia e Sclerosi Multipla

Invidia e Sclerosi Multipla
L’invidia è un’emozione che riguarda noi stessi, il modo in cui noi stiamo affrontando la malattia.

L’invidia è una delle molteplici emozioni umane. Si intende, qui, riflettere su cosa accade quando questa emozione entra a far parte della persona con diagnosi di Sclerosi Multipla.

Cos’è l’invidia?

La parola “invidia” indica un’emozione ostile per una qualità dell’altro che non si possiede e che si vorrebbe avere. Le possibili conseguenze consistono nel provare rabbia (ne abbiamo parlato qui), irritazione, rancore, fino al volere che accada qualcosa di negativo all’altro.

A tutti noi è capitato di proiettare la nostra invidia e si tratta di un’emozione secondaria che solitamente sopraggiunge quando ci accorgiamo di volere qualcosa che l’altro ha, o quando ci capita un evento negativo che l’altro non vive.

Dove si incrociano la Sclerosi Multipla e l’invidia

Il centro nevralgico dell’essere umano è il desiderio di essere “sani”, di non ricevere la diagnosi di una malattia.

L’invidia, dunque, può riguardare una condizione di “mancanza”, si può invidiare una persona per il fatto che essa non ha una malattia. L’altro “non mancante” non può capire, non vive ciò che si vive con una diagnosi di Sclerosi Multipla, l’altro vive bene, sta bene, e perché vive bene? perché è felice? Queste domande sono, spesso, la “benzina” che fa divampare il “fuoco” di questa emozione.

Il risentimento e l’ostilità, poi, possono generare un grande impiego di energie che a lungo termine possono bloccarci, nell’attesa di una soddisfazione per una disgrazia altrui. Ci ritroviamo, così, stanchi, appesantiti, ostili, e ciò si aggiunge alla stanchezza fisiologica causata dalla malattia e dal suo trattamento.

Esistono invidie e invidie

Oltre quanto spiegato, poi, si può provare invidia per le persone che hanno ricevuto la stessa diagnosi e che si differenziano per alcune caratteristiche.

Una persona che, ad esempio, ha la diagnosi di Sclerosi Multipla a vent’anni può invidiare un’altra che l’ha ricevuta a quaranta e pensare: «non ti lamentare, te ne rendi conto che hai passato una vita senza malattia?», «avrei voluto io ricevere la diagnosi a 40 anni!».

Anche i sintomi della malattia cambiano da persona a persona e l’invidia può sopraggiungere nei confronti di una persona asintomatica o che ha lievi sintomi.

Quando l’invidia invade

Cosa fare quando ci si ritrova sommersi da questa emozione che tanto può logorarci e rammaricarci? Si può iniziare a riflettere subito sulla “mancanza” di cui sopra. Ma di che mancanza si tratta? Cosa manca?

Se consideriamo la mancanza come l’assenza di una diagnosi di Sclerosi Multipla, possiamo anche pensare che l’invidia alimenti la sensazione di possedere meno risorse, meno possibilità di essere felici e di condurre una normale vita.

L’invidia è un’emozione che riguarda noi stessi, il modo in cui noi stiamo affrontando la malattia, non le nostre mancanze, perché di mancanza non si tratta.

Di cosa si tratta, dunque?

Si può rispondere a questa domanda parlandone con una persona competente che ascolti e aiuti ad intessere la propria storia personale. In tal modo si può comprendere cosa significa l’invidia che si prova in un dato momento, perché si invidia proprio quella persona o quell’evento particolare e cosa dell’altro rimanda a noi stessi.

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