La gioia: nella Sclerosi Multipla, nonostante la SM

La gioia nella Sclerosi Multipla
È importante assaporare i momenti di gioia, anche nella vita con la Sclerosi Multipla.

E vissero per sempre felici e contenti. Spesso le favole si concludono così, lasciando al lettore la fantasia di come si svolgerà il resto della vicenda, in una vita incantata priva di ostacoli e con un senso perenne di felicità.

L’emozione della gioia, però, non funziona in questo modo e, nella vita con la Sclerosi Multipla, la gioia può assumere connotazioni più complesse.

Cos’è la gioia?

La gioia è, per sua natura, un’emozione di breve durata: è ciò che si prova – in maniera molto intensa ma altrettanto fuggevole – quando si vive l’esperienza di benessere per un proprio bisogno/scopo/desiderio realizzato.

Ecco allora che, nella nostra esperienza, ciò che viene dopo il felici e contenti non fa riferimento ad un’impossibile gioia perpetua, ma a qualcos’altro; è quello che nella vita di tutti i giorni è l’alternarsi della serenità con i momenti tristi, gli imprevisti, le gioie e gli ostacoli.

E non è un caso che la favola racconti il prima, la dimensione più umana, quella carica di avventure e quella che, d’altra parte, vale la pena leggere.

Uno spazio per la gioia nella Sclerosi Multipla

Quando una persona vive con la diagnosi di Sclerosi Multipla può provare un’intensa rabbia e una profonda tristezza; la sorpresa per la diagnosi può lasciare il passo alla paura, o talvolta può innescarsi un senso di disprezzo per la malattia.

In questo turbinio di emozioni, non sembra esserci spazio per la gioia. E in effetti la presenza di un’emozione positiva – più che un qualcosa di “già dato”, di spontaneo e subitaneo – è un qualcosa che va ricercato, nella Sclerosi Multipla e nonostante la Sclerosi Multipla.

Talvolta può sembrare difficile provare emozioni positive: quando si ha esperienza di dolori neuropatici, di ricadute o di invalidità, la gioia può sembrare un miraggio. Eppure, anche in questi momenti, si possono scorgere fonti di benessere e di soddisfazione.
Ad esempio, la gioia di uscire di casa un giorno e riuscire a camminare a lungo – dopo magari la fatica fatta con la fisioterapia; pensare ad un nuovo modo di convivere con l’invalidità, trovando un valido sostegno in supporti quali possono essere la sedia a rotelle o il deambulatore; o ancora si può provare un senso di gioia quando non si sentono più gli effetti collaterali di un farmaco che da tempo appesantivano la propria vita. Ecco, le gioie nella Sclerosi Multipla possono essere presenti, ma è necessario notarle e riconoscerle.

Ci sono poi le gioie che si vivono nonostante la Sclerosi Multipla: una laurea, un figlio, un viaggio. La soddisfazione per il raggiungimento di un proprio obiettivo, che sia professionale o personale, rischia talvolta di essere offuscata dalla presenza della malattia, come se il pensiero di avere la Sclerosi Multipla “risucchiasse” qualsiasi slancio positivo. È importante invece imparare ad assaporare i momenti di gioia, iniziare a farci caso quando accadono e goderne appieno.

Un finale diverso

Si tratta, allora, di un percorso individuale di consapevolezza delle proprie emozioni, con l’opportunità, certo, di esprimere quelle più negative o sconfortanti, accettandole ed elaborandole, ma anche cogliendo la possibilità di aprirsi alla gioia, acquisire quell’equilibrio personale che permetta di godere dei momenti positivi.

Il vissero felici e contenti allora può essere trasformato in un’altra formula conclusiva, che suona più come un: E vissero in equilibrio con se stessi.

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