L’importanza della riabilitazione nella Sclerosi Multipla

La riabilitazione nella Sclerosi Multipla
Scopo della riabilitazione è quello di preservare le abilità residue e cercare di recuperare, nei limiti imposti dalla malattia, le abilità compromesse.

La riabilitazione è uno strumento importantissimo nella gestione di alcuni tra i disturbi più invalidanti della Sclerosi Multipla.

Per il paziente è fondamentale la possibilità di riappropriarsi di un’abilità fisica intaccata dalla sclerosi; cosi come contrastare i fastidi quotidiani indotti dai disturbi della sensibilità (ne abbiamo parlato qui).

I tipi di riabilitazione

La riabilitazione di solito procede su due fronti contemporaneamente o singolarmente, sotto forma di riabilitazione neurologica e/o motoria. Lo scopo è quello di preservare le abilità residue e cercare di recuperare, nei limiti imposti dalla malattia, le abilità compromesse.

Durante la riabilitazione neurologica, il focus è principalmente sul limitare i deficit cognitivi tipici della Sclerosi Multipla; mentre la fisioterapia e la terapia motoria si concentrano sul limitare gli eventuali deficit motori o altri disturbi fisici.

L’impegno del paziente

In un articolo precedente (qui) si è parlato del processo di accettazione del problema e del successivo impegno attivo del paziente per risolvere il problema in questione.

Tuttavia non sempre il paziente vede di buon occhio l’impegno da dedicare alla riabilitazione. In alcuni periodi i fastidi fisici della malattia uniti ad un calo dell’umore possono rendere veramente gravoso l’impegno costante richiesto dalla riabilitazione. È qui che entra in gioco il sostegno psicologico. Compiti della psicologo saranno, tra gli altri, sostenere il paziente durante il percorso riabilitativo ed accoglierlo nelle sue aspettative e perplessità rispetto alla riabilitazione stessa.

Le difficoltà emotive del percorso riabilitativo

Accettare di fare un percorso in cui per lungo tempo vengono sollecitate parti del corpo sofferenti significa accettare di sollecitare anche la controparte emotiva. Abbiamo parlato spesso di emozioni negli articoli precedenti, perché l’idea di fondo è che una corretta gestione emotiva permette una gestione notevolmente migliore di molti aspetti problematici della malattia. Ad esempio la frustrazione per i miglioramenti che all’inizio della riabilitazione non vengono avvertiti così come l’ansia per i risultati che si vuol vedere il prima possibile, debbono essere adeguatamente gestiti per evitare possibili abbandoni del percorso riabilitativo.

Il sostegno psicologico nella riabilitazione

Il sostegno psicologico può essere complementare alle attività riabilitative motorie e/o cognitive. Le difficoltà emotive di cui si è parlato, così come eventuali momenti di abbattimento che spingerebbero a mollare il percorso riabilitativo, saranno affrontati in modo da consolidare le abilità e il senso di autoefficacia; mollare il percorso riabilitativo potrebbe infatti avere conseguenze particolarmente negative sul senso di efficacia e sull’umore della persona.

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