Ho la Sclerosi Multipla, lo dico o no?

Comunicare la Sclerosi Multipla
Sclerosi Multipla: scegliere con chi parlarne, quando e perchè

Quando si ha la Sclerosi Multipla, comunicare la diagnosi ad altre persone può porre di fronte a una questione spinosa: scegliere a chi-quando-perché parlarne.

Questo accade perché non si sa quale sarà la reazione degli altri e possono emergere dei dubbi: «si allontanerà? mi sarà vicino? inizierà ad essere troppo preoccupato da questa situazione?», ma l’elenco delle perplessità potrebbe essere infinito.
È una decisione che non può essere presa una volta per tutte, ma che va misurata di volta in volta a seconda di chi ci si trova di fronte: che si tratti di persone appena conosciute, amici di vecchia data, i parenti o il partner, ci si può chiedere il chi-quando-perché comunicare la diagnosi di Sclerosi Multipla.

A chi

Può essere utile porsi questa domanda non solo al presente ma anche al tempo futuro: che importanza ha ora questa persona e quanta potrebbe averne un domani? È una persona “vicina” o “di passaggio”? Merita la condivisione di una questione personale?
Nascondere a lungo una parte importante di sé è molto stancante e – fra l’altro – rischia di essere una fatica inutile. Ad esempio, sentirsi costretti a dissimulare i propri momenti di stanchezza, oppure nascondere le proprie paure non solo può comportare uno stress notevole, ma rischia di incrinare le relazioni.
D’altronde, un amico o un partner che si allontana impaurito di fronte a una difficoltà … è proprio una persona che vale la pena avere nella propria vita?

Quando

Ci si può chiedere a questo punto: quando dire di avere la Sclerosi Multipla? È troppo presto o troppo tardi?
Può sembrare scontato, ma non esiste un momento giusto che valga per tutti. Alcune persone possono sentirsi a proprio agio nel comunicare subito la propria diagnosi, altre possono sentirsi in difficoltà. È importante allora il rispetto: il rispetto dei propri tempi, del costruirsi dei rapporti di fiducia, del processo della propria elaborazione della diagnosi; ma anche il rispetto dell’altro, che ha il diritto di esprimere i suoi sentimenti al riguardo e di fare poi le sue scelte.

Perché

Parlare con una persona della propria diagnosi non è un obbligo: a seconda della situazione, si può percepire questa condivisione come un elemento importante o come non necessario.
Ci si può chiedere ad esempio: mi sentirei più libero di essere me stesso se ne parlassi con questa persona? Condividere questo aspetto ha un senso rispetto a questa specifica relazione?
C’è però un punto importante da prendere in considerazione: per affrontare la Sclerosi Multipla, è importante poter fare affidamento sulle persone che fanno parte della propria vita. Questo può orientare nella scelta delle persone con cui parlarne.

La paura della reazione

La ricchezza delle relazioni sta proprio nel fatto che non è possibile sapere in anticipo cosa penseranno o faranno gli altri: l’incertezza, l’ignoto – sebbene possa far paura – è un aspetto vitale del processo di costruzione delle relazioni.
Si può avere paura della reazione dell’altro, che la relazione possa cambiare, che l’altro non comprenda. Comunicare la diagnosi di Sclerosi Multipla è, per certi versi, un atto di fiducia. Confidare reciprocamente i propri dubbi e timori significa aprirsi a una conoscenza più profonda ed intima.

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