Sclerosi Multipla: la lotta tra disperazione e speranza

Sclerosi Multipla e disperazione
Quando si ha la Sclerosi Multipla, ci si può ritrovare imprigionati nella disperazione. Come uscirne?

Dopo la diagnosi di Sclerosi Multipla, la disperazione può addentarsi furtivamente nella propria vita.

La persona può vivere il presente con un senso di grave pesantezza e può iniziare a guardare senza speranza al proprio futuro. Imparare a conoscere questa emozione, allora, può fornire un antidoto verso il senso di disperazione.

Cos’è la disperazione?

Quando si perde ogni speranza verso l’avvenire e si sente che qualsiasi tentativo di agire sulla situazione sia vano, ecco che è entrata nella propria vita la disperazione: sembra inutile provare a fare qualsiasi cosa, sembra inutile sperare nel futuro.
Il peso emotivo della disperazione è paragonabile a quello di una persona che si trova all’inizio di un lungo tunnel e, non scorgendo alcuna luce, perde ogni speranza di poterne uscire.

Il prezzo della disperazione nella Sclerosi Multipla

La disperazione è un’emozione che potremmo definire esigente. Richiede infatti molta fatica: non provare più alcuna speranza verso il proprio futuro può essere estenuante. Vediamo come:

    1. Nella Sclerosi Multipla, la disperazione può essere un modo per proteggere se stessi.

Sperare nell’efficacia dei farmaci che si stanno assumendo (ne abbiamo parlato qui), nella ricerca sulla Sclerosi Multipla o nella propria salute futura può esporre a delle delusioni. Allora la persona può proibire a se stessa qualsiasi senso di speranza per il futuro.

Così il primo costo imposto dalla disperazione è la stanchezza emotiva che si prova nel sopprimere qualsiasi speranza. La persona infatti può “impegnarsi” nel cancellare dalla mente qualsiasi possibilità che le cose vadano bene, ma è uno sforzo mentale che comporta fatica.
Dunque la persona da un lato paga il prezzo del dover abolire qualsiasi speranza, dall’altro paga il prezzo – emotivamente anche maggiore – di ritrovarsi immersa in una disperazione sconfortante.

    2. Di fronte alla diagnosi di Sclerosi Multipla, la disperazione può influire su come la persona immagina il proprio futuro.

Si possono prospettare nel proprio immaginario scenari complessi e dolorosi: temere di dover utilizzare un bastone, la sedia a rotelle, di non poter compiere quei movimenti che si è attualmente in grado di fare.

Altro costo della disperazione, allora, è il senso di oppressione di fronte ad un futuro che sembra avere solo tinte oscure. Da questo punto di vista, il costo imposto dal senso di disperazione sta nel concentrarsi solo su ciò che può accadere di negativo, lasciando la persona immobile e sfiduciata.
Se è vero che il futuro può fare paura, è anche vero che le proprie condizioni fisiche non sono gli unici aspetti su cui si basa la propria vita; né c’è la certezza che la propria malattia degeneri in maniera importante.

La lotta con la speranza

Sperare può essere molto difficile: significa aprirsi al dubbio, all’incertezza («potrei stare male…ma anche bene!»), alla possibilità che ci sia una piccola luce che, nel tunnel della disperazione, riporti il desiderio di rialzarsi.
La possibilità di provare speranza può costituire allora un antidoto rispetto al senso di disperazione.

Come avviene, ad esempio, negli antidoti utilizzati per neutralizzare il veleno di un serpente, piccole dosi di speranza possono ostacolare la “tossicità” della disperazione. Nella Sclerosi Multipla, infatti, la lotta tra disperazione e speranza può risultare decisiva.

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